28 marzo 2006
Chi la settimana scorsa è passato da via S. Antonio si sarà chiesto come mai si stesse per l'ennesima volta cavando l'asfalto posato non più di 6 mesi fa. E' un modo di lavorare che a Villa conosciamo da trent'anni, estraneo al concetto di coordinamento e che si muove nella logica del fà e desfà l'è tüt laurà. Siamo lieti che Telecom, che aveva chiesto di poter posare la fibra ottica già alcuni mesi fa a scavi aperti e non lo aveva fatto per la cifra da strozzinaggio richiestale, stia mantenendo l'impegno preso, procedendo autonomamente nei lavori che presto porteranno l'ADSL anche a Villa.
24 marzo 2006
Non possiamo rinunciare alla privacy?
Dal 9 marzo l'innovazione intelligentemente introdotta da alcuni anni per ottenere rapidamente la prescrizione di ricette o impegnative, è stata mutilata in nome della privacy.Sul tavolo in ambulatorio fa mostra di sé il mobiletto che tanta utilità ha avuto in questi anni, privato del cassettino per il ritiro delle buste: per la legge sulla privacy vanno ritirate in ambulatorio durante la prima mezz'ora di presenza del medico. Evidentemente questo comporta una rigidità di orario ed un piccolo ritardo può comportare, in caso di urgenza, l'attesa di ore.
A me pare che chi è disposto a lasciare la busta con la richiesta conta sulla buona creanza altrui e poco gli importa se qualche curioso va a frugare. Chi veramente tiene alla privacy già ora consegna direttamente la richiesta al medico.
In questo caso penso che i consulenti dell'Amministrazione comunale potrebbero suggerire, senza invadere campi di altrui pertinenza, una ragionevole soluzione al problema.
A me pare che chi è disposto a lasciare la busta con la richiesta conta sulla buona creanza altrui e poco gli importa se qualche curioso va a frugare. Chi veramente tiene alla privacy già ora consegna direttamente la richiesta al medico.
In questo caso penso che i consulenti dell'Amministrazione comunale potrebbero suggerire, senza invadere campi di altrui pertinenza, una ragionevole soluzione al problema.
18 marzo 2006
La cooperative dicono no al biogas
Questa mattina il Consiglio di Amministrazione della Cantina cooperativa all’unannimità ha detto “No grazie” alla proposta di partecipare con 9000 euro al capitale sociale della costituenda società per la produzione di biogas.
Pochi giorni fa anche la Frutticoltori aveva adotatto la medesima decisione, anche se non all’unanimità.
Con questa pronuncia le cooperative hanno dato prova di grande maturità e responsabilità nei riguardi dell’intera collettività.
Evidentemente le passate dolorose esperienze hanno lasciato il segno.
Nessuno è più disposto a imbarcarsi in progetti megalomani che potrebbero portare all’impoverimento delle aziende agricole coinvolte.
Da oggi è aumentato il rischio economico per chi vorrà continuare su questa strada.
Anche se la puzza del letame, dalle nostre parti, non ha mai dato fastidio a nessuno, un impianto di piccole dimensioni sarebbe stato ben accetto, avrebbe permesso agli allevatori locali il rispetto delle normative dando loro nel contempo un piccolo utile.
Questo progetto megalomane, lo ribadiamo, sta in piedi solo con l’utilizzo dei rifiuti solidi urbani. E fa bene, nella sua logica d’impresa, la Società Teleriscaldamento a consolidarsi espandendosi in altri comuni. Ma i suoi interessi coincidono con quelli di chi opera con la stessa logica, in qualsiasi campo, compreso lo smaltimento dei rifiuti, e non certamente con quello degli agricoltori e delle cooperative.
Pochi giorni fa anche la Frutticoltori aveva adotatto la medesima decisione, anche se non all’unanimità.
Con questa pronuncia le cooperative hanno dato prova di grande maturità e responsabilità nei riguardi dell’intera collettività.
Evidentemente le passate dolorose esperienze hanno lasciato il segno.
Nessuno è più disposto a imbarcarsi in progetti megalomani che potrebbero portare all’impoverimento delle aziende agricole coinvolte.
Da oggi è aumentato il rischio economico per chi vorrà continuare su questa strada.
Anche se la puzza del letame, dalle nostre parti, non ha mai dato fastidio a nessuno, un impianto di piccole dimensioni sarebbe stato ben accetto, avrebbe permesso agli allevatori locali il rispetto delle normative dando loro nel contempo un piccolo utile.
Questo progetto megalomane, lo ribadiamo, sta in piedi solo con l’utilizzo dei rifiuti solidi urbani. E fa bene, nella sua logica d’impresa, la Società Teleriscaldamento a consolidarsi espandendosi in altri comuni. Ma i suoi interessi coincidono con quelli di chi opera con la stessa logica, in qualsiasi campo, compreso lo smaltimento dei rifiuti, e non certamente con quello degli agricoltori e delle cooperative.
12 marzo 2006
Avanti popolo, alla riscossa, Cantina rossa...

Mi è sembrata veramente azzeccata la posizione della pubblicità della Cantina, messa oggi in seconda pagina sul quotidiano «La Provincia». E' stato troppo forte l'invito all'ironia fatto da questa impaginazione e non ho resistito dal fare un piccolo ritocco al titolo, lasciando inalterato tutto il resto. Ci rimane un dubbio: non sarà qualche talpa bolscevica all'interno del Consiglio di Amministrazione che, d'accordo con il perfido impaginatore, ha voluto così ricordare il primato della politica sull'economia?
L'immagine è abbastanza pesante, ci vogliono alcuni secondi per caricarla, un po' di pazienza in attesa dell'ADSL che ci permetterà di fare cose turche!
05 marzo 2006
Candidati valtellinesi sul web
A campagna elettorale ormai avviata e a poche ore dalla chiusura delle liste sul web italiano stanno proliferando i siti e i blog legati alle forze politiche in lizza: l'informazione politica, la propaganda, gli scontri interni agli schieramenti a alla questione delle candidature emergono con forza. Per capire la popolarità di un candidato basta digitarne il nome su google. Tra i potenziali candidati valtellinesi l'unico di caratura nazionale è il tiranese Benedetto Della Vedova, che compare su ben 107.000 pagine, seguito da Paolo Uggè su 9710, Ugo Parolo su 14.000. A grande distanza seguono i candidati dell'Unione Marco Tam con 744 pagine, Alcide Molteni con 312, Enrico Dioli con 246, Martina Simonini con 58.
Un'altra opportunità fornita da Internet è la possibilità di interagire con l'elettorato utilizzando forum di discussioni o blog.
Digitando il nome dei partiti + Sondrio ho trovato solo 4 siti in provincia: quello dei DS www.dssondrio.it, quello della Margherita www.margherita.so.it, quello dei giovani di Forza Italia www.forzagiovanisondrio.it e quello di Alleanza Nazionale www.an-sondrio.com oltre al blog di Benedetto Della Vedova www.benedettodellavedova.com/.
Sul sito dei DS è presente un forum, che dal 21 gennaio ha avuto 4 visitatori. Il 5° contributo, il mio, a distanza di 36 ore non è ancora stato pubblicato (non era in linea, temo non si vedrà mai). Il sito della Margherita aveva anch'esso un forum che è stato distrutto (hacked by Bela). Gli altri due siti non danno possibilità di interazione. Il blog di Della Vedova contiene invece un gran numero di documenti ed articoli ed accetta i commenti.
Vedremo se nel corso del mese le cose miglioreranno.
Un'altra opportunità fornita da Internet è la possibilità di interagire con l'elettorato utilizzando forum di discussioni o blog.
Digitando il nome dei partiti + Sondrio ho trovato solo 4 siti in provincia: quello dei DS www.dssondrio.it, quello della Margherita www.margherita.so.it, quello dei giovani di Forza Italia www.forzagiovanisondrio.it e quello di Alleanza Nazionale www.an-sondrio.com oltre al blog di Benedetto Della Vedova www.benedettodellavedova.com/.
Sul sito dei DS è presente un forum, che dal 21 gennaio ha avuto 4 visitatori. Il 5° contributo, il mio, a distanza di 36 ore non è ancora stato pubblicato (non era in linea, temo non si vedrà mai). Il sito della Margherita aveva anch'esso un forum che è stato distrutto (hacked by Bela). Gli altri due siti non danno possibilità di interazione. Il blog di Della Vedova contiene invece un gran numero di documenti ed articoli ed accetta i commenti.
Vedremo se nel corso del mese le cose miglioreranno.
04 marzo 2006
Elezioni politiche 2006 - Chi votare?
Elezioni e politica.
Siamo alle soglie di un'altra tornata elettorale. Come al solito ci si presenta il dilemma di scegliere da che parte pendere.
Ma siamo realmente certi che scegliere tra uno dei due poli sia la soluzione al problema Italia?
Quanto la politica nazionale riflette la situazione locale nella quale siamo calati?
Mai come oggi sembra che la soluzione dei problemi avvenga solo con una presa di posizione netta e definitiva tra centro destra e centro sinistra come se tutto dipendesse dal Berlusconi o, per par-condicio, dal Prodi di turno.
In entrambi gli schieramenti vi è tanta confusione di idee e di politiche che risulta difficile a tutti sostenere la bontà delle proprie posizioni senza assumere un atteggiamento greve e misterioso e senza far trasparire quella faccia ebete di chi sta raccontando una balla grande come una casa e vuol far credere di svelare l'arcano della felicità…., l'unica soluzione possibile dello scibile politico.
Mai come in questi tempi credo abbiamo avuto di fronte agli occhi una situazione caotica, falsa e fuorviante in entrambi gli schieramenti. Sarà colpa delle leggi elettorali che si sono succedute, delle riforme più o meno costituzionali ma la sensazione di un paese fermo ad alcuni decenni or sono, senza spiragli, senza progetti e senza strumenti idonei per venirne fuori è preponderante. Non vi è apparizione televisiva o intervista giornalistica di politico che non scateni nella maggioranza dei così detti utenti (chiamali se vuoi cittadini) un senso di nausea al punto o da sopportare in modo soporifero ciò che viene somministrato con facce sempre più di tolla, a loro volta sempre più consapevoli di esercitare un ruolo sgradevole ma necessario o da scatenare reazioni istintive di ribellione che si tramutano nello zapping televisivo o nel sostituire all'invitante rotolo di morbida carta igienica l'ipocrita immagine litografata sulla illeggibile e ruvida pagina della politica interna del quotidiano preferito.
A questa stregua invitare ad andare a votare diventa una sfida alle leggi della natura.
Cominciamo a capire che ogni tipo di scelta che verrà fatta non sarà né l'inizio di una nuova epoca di rinascita economica né la fine del mondo e la distruzione del sistema Italia. Il sistema Italia procede da sé, con o senza guida politica, con o senza incentivi perché lo spirito di conservazione consente la sopravvivenza ad ogni essere o insieme di esseri dotato o dotati di un minimo di volontà o di necessità di sopravvivenza. Se l'Italia ha saputo uscire dal ventesimo secolo (due guerre affrontate, vissute e finite nel peggiore dei modi) con un buon margine di benessere, saprà trovare le risorse umane, sociali ed economiche per proseguire su un cammino che mantenga standard di vita accettabili all'epoca che stiamo vivendo.
In realtà il vero problema è la tenuta di un sistema politico che è ancora orfano di una prima repubblica non ancora sfociato in una seconda o terza repubblica strutturata su regole adattabili all'evoluzione sociale ed economica verificatasi nella realtà.
La politica deve saper interpretare questa evoluzione e deve riuscire a dare risposte rassicuranti e prospettive reali di sviluppo abbandonando promesse false e spudorate per un puro rendiconto elettorale buone per i gonzi.
Localmente credo sia necessario guardare con disincanto e senza pregiudizi alle candidature che verranno schierate dalle diverse forze politiche, saper interpretare bene il gioco delle liste bloccate e, una volta individuati i candidati che localmente possono, per storia, capacità, intelligenza personali oltre che per le reali possibilità di essere influenti nelle scelte del possibile governo futuro votare senza pregiudizi ideologici e con un notevole disincanto.
Per cominciare dovremmo riflettere su ciò che in questi ultimi tempi sono andati dicendo i vari rappresentanti locali delle forze politiche, misurando le loro parole con il pragmatico metro della efficacia, dei fatti di ciò che hanno fatto per il bene concreto della Valtellina.
Verificare se questi sono presenti nelle liste dei candidati e prima di dar loro il voto riflettere bene su quale sia stato il loro ruolo ed il beneficio apportato alla provincia nella loro storia politica recente o passata. La politica fatta di ideali è stata seppellita da alcuni decenni almeno.
Non cadiamo nel tranello delle promesse che sono tutte da venire, guardiamo alla concretezza delle politiche messe in atto a tutt'oggi, ed ai concreti ed efficaci risultati portati a casa dagli attuali candidati quando gli stessi sono stati nelle condizioni di poterlo fare. Giudichiamo il loro operato non con l'evanescente metro dell'ideologia o del partito preso bensì con la concretezza delle risorse che hanno saputo attivare nel ruolo politico che hanno avuto o stanno avendo ai diversi livelli in cui hanno operato o stanno operando. Nel fare queste scelte teniamo presente che per votare una persona che magari stimiamo concretamente e che concretamente meriterebbe un voto di fiducia corriamo il rischio di eleggerne solo un'altra che magari avversiamo in modo viscerale o che nel corso della sua vita politica non ha dimostrato le capacità che vorrebbe far credere di avere.
Ognuno guardi al candidato preferito con questo occhio disincantato e, per il bene della Valtellina, abbia anche l'intelligenza di votare, se necessario, in modo differenziato tra Camera e Senato, premiando le caratteristiche personali al canto delle sirene politiche che lo schieramento cui appartiene ha messo in atto.
Se così facessimo tutti, daremmo un vero segnale di libertà e di disincanto, ancor più che non andando a votare!!!!
Villa di Tirano, lì 4 marzo 2006
Mirin
Siamo alle soglie di un'altra tornata elettorale. Come al solito ci si presenta il dilemma di scegliere da che parte pendere.
Ma siamo realmente certi che scegliere tra uno dei due poli sia la soluzione al problema Italia?
Quanto la politica nazionale riflette la situazione locale nella quale siamo calati?
Mai come oggi sembra che la soluzione dei problemi avvenga solo con una presa di posizione netta e definitiva tra centro destra e centro sinistra come se tutto dipendesse dal Berlusconi o, per par-condicio, dal Prodi di turno.
In entrambi gli schieramenti vi è tanta confusione di idee e di politiche che risulta difficile a tutti sostenere la bontà delle proprie posizioni senza assumere un atteggiamento greve e misterioso e senza far trasparire quella faccia ebete di chi sta raccontando una balla grande come una casa e vuol far credere di svelare l'arcano della felicità…., l'unica soluzione possibile dello scibile politico.
Mai come in questi tempi credo abbiamo avuto di fronte agli occhi una situazione caotica, falsa e fuorviante in entrambi gli schieramenti. Sarà colpa delle leggi elettorali che si sono succedute, delle riforme più o meno costituzionali ma la sensazione di un paese fermo ad alcuni decenni or sono, senza spiragli, senza progetti e senza strumenti idonei per venirne fuori è preponderante. Non vi è apparizione televisiva o intervista giornalistica di politico che non scateni nella maggioranza dei così detti utenti (chiamali se vuoi cittadini) un senso di nausea al punto o da sopportare in modo soporifero ciò che viene somministrato con facce sempre più di tolla, a loro volta sempre più consapevoli di esercitare un ruolo sgradevole ma necessario o da scatenare reazioni istintive di ribellione che si tramutano nello zapping televisivo o nel sostituire all'invitante rotolo di morbida carta igienica l'ipocrita immagine litografata sulla illeggibile e ruvida pagina della politica interna del quotidiano preferito.
A questa stregua invitare ad andare a votare diventa una sfida alle leggi della natura.
Cominciamo a capire che ogni tipo di scelta che verrà fatta non sarà né l'inizio di una nuova epoca di rinascita economica né la fine del mondo e la distruzione del sistema Italia. Il sistema Italia procede da sé, con o senza guida politica, con o senza incentivi perché lo spirito di conservazione consente la sopravvivenza ad ogni essere o insieme di esseri dotato o dotati di un minimo di volontà o di necessità di sopravvivenza. Se l'Italia ha saputo uscire dal ventesimo secolo (due guerre affrontate, vissute e finite nel peggiore dei modi) con un buon margine di benessere, saprà trovare le risorse umane, sociali ed economiche per proseguire su un cammino che mantenga standard di vita accettabili all'epoca che stiamo vivendo.
In realtà il vero problema è la tenuta di un sistema politico che è ancora orfano di una prima repubblica non ancora sfociato in una seconda o terza repubblica strutturata su regole adattabili all'evoluzione sociale ed economica verificatasi nella realtà.
La politica deve saper interpretare questa evoluzione e deve riuscire a dare risposte rassicuranti e prospettive reali di sviluppo abbandonando promesse false e spudorate per un puro rendiconto elettorale buone per i gonzi.
Localmente credo sia necessario guardare con disincanto e senza pregiudizi alle candidature che verranno schierate dalle diverse forze politiche, saper interpretare bene il gioco delle liste bloccate e, una volta individuati i candidati che localmente possono, per storia, capacità, intelligenza personali oltre che per le reali possibilità di essere influenti nelle scelte del possibile governo futuro votare senza pregiudizi ideologici e con un notevole disincanto.
Per cominciare dovremmo riflettere su ciò che in questi ultimi tempi sono andati dicendo i vari rappresentanti locali delle forze politiche, misurando le loro parole con il pragmatico metro della efficacia, dei fatti di ciò che hanno fatto per il bene concreto della Valtellina.
Verificare se questi sono presenti nelle liste dei candidati e prima di dar loro il voto riflettere bene su quale sia stato il loro ruolo ed il beneficio apportato alla provincia nella loro storia politica recente o passata. La politica fatta di ideali è stata seppellita da alcuni decenni almeno.
Non cadiamo nel tranello delle promesse che sono tutte da venire, guardiamo alla concretezza delle politiche messe in atto a tutt'oggi, ed ai concreti ed efficaci risultati portati a casa dagli attuali candidati quando gli stessi sono stati nelle condizioni di poterlo fare. Giudichiamo il loro operato non con l'evanescente metro dell'ideologia o del partito preso bensì con la concretezza delle risorse che hanno saputo attivare nel ruolo politico che hanno avuto o stanno avendo ai diversi livelli in cui hanno operato o stanno operando. Nel fare queste scelte teniamo presente che per votare una persona che magari stimiamo concretamente e che concretamente meriterebbe un voto di fiducia corriamo il rischio di eleggerne solo un'altra che magari avversiamo in modo viscerale o che nel corso della sua vita politica non ha dimostrato le capacità che vorrebbe far credere di avere.
Ognuno guardi al candidato preferito con questo occhio disincantato e, per il bene della Valtellina, abbia anche l'intelligenza di votare, se necessario, in modo differenziato tra Camera e Senato, premiando le caratteristiche personali al canto delle sirene politiche che lo schieramento cui appartiene ha messo in atto.
Se così facessimo tutti, daremmo un vero segnale di libertà e di disincanto, ancor più che non andando a votare!!!!
Villa di Tirano, lì 4 marzo 2006
Mirin
03 marzo 2006
Anno nuovo, tariffe vecchie
ma senza pagare servizi indisponibili.
Sono state fissate le tariffe per il 2006 relative ai servizi erogati dal Comune, compreso il servizio acquedotto. Al primo punto della delibera si legge: (La Giunta Municipale delibera) 1. di riconfermare come appresso, per l’anno 2006 le tariffe per la fornitura dell’acqua potabile. Proprio così: potabile. A mio avviso dalle bollette vanno detratti gli importi relativi ai periodi durante i quali l'acquedotto eroga acqua non potabile per compensare, almeno in parte, la spesa sostenuta per l'acquisto di acqua minerale.
Se volete leggere la delibera andate sul sito de I Sciatt -> Società e Istituzioni -> Delibere.
Sono state fissate le tariffe per il 2006 relative ai servizi erogati dal Comune, compreso il servizio acquedotto. Al primo punto della delibera si legge: (La Giunta Municipale delibera) 1. di riconfermare come appresso, per l’anno 2006 le tariffe per la fornitura dell’acqua potabile. Proprio così: potabile. A mio avviso dalle bollette vanno detratti gli importi relativi ai periodi durante i quali l'acquedotto eroga acqua non potabile per compensare, almeno in parte, la spesa sostenuta per l'acquisto di acqua minerale.
Se volete leggere la delibera andate sul sito de I Sciatt -> Società e Istituzioni -> Delibere.
01 marzo 2006
Tra i due litiganti...
Resistere! Resistere! Resistere!
Se ho ben capito la Cantina Cooperativa ritiene di aver versato oltre 14.000 euro di ICI non dovuta al Comune e li rivuole. Il Comune resiste.
La Cooperativa ricorre alla Commissione Tributaria. Il Comune resiste.
Evidentemente entrambi pensano di aver ragione.
Il Comune delibera di stanziare oltre 2000 euro per le spese legali (ecco la delibera di Giunta). Altrettanto (probabilmente) avrà fatto la Cantina.
Continuando così alla fine della disputa ai legittimi proprietari dei 14.000 euro (villaschi nel ruolo di cittadini o di soci della cooperativa) ne resteranno solo 10.000. Speriamo che se ne accorgano prima di arrivare in fondo e quanto meno se li disputino a pari o dispari.
In fondo Il sindaco ha il Presidente della Cantina tra i suoi Consiglieri.
Se ho ben capito la Cantina Cooperativa ritiene di aver versato oltre 14.000 euro di ICI non dovuta al Comune e li rivuole. Il Comune resiste.
La Cooperativa ricorre alla Commissione Tributaria. Il Comune resiste.
Evidentemente entrambi pensano di aver ragione.
Il Comune delibera di stanziare oltre 2000 euro per le spese legali (ecco la delibera di Giunta). Altrettanto (probabilmente) avrà fatto la Cantina.
Continuando così alla fine della disputa ai legittimi proprietari dei 14.000 euro (villaschi nel ruolo di cittadini o di soci della cooperativa) ne resteranno solo 10.000. Speriamo che se ne accorgano prima di arrivare in fondo e quanto meno se li disputino a pari o dispari.
In fondo Il sindaco ha il Presidente della Cantina tra i suoi Consiglieri.
